Lupi a Triora, il sindaco Di Fazio in consiglio comunale: «No alla caccia, ma dobbiamo tutelare greggi e cittadini»
Ordine del giorno votato all’unanimità, chiesto tavolo tecnico con Prefettura e Regione
Triora. «Non vogliamo la caccia al lupo, questo deve essere chiaro. Ma dobbiamo garantire la sicurezza dei capi di bestiame e dell’uomo». E’ perentorio, il sindaco di Triora Massimo Di Fazio che stamani, in consiglio comunale, ha illustrato un ordine del giorno incentrato sull’aumento esponenziale delle predazioni dei lupi nel territorio comunale di Triora. Ormai da mesi, quattro lupi vengono avvistati nel borgo di Triora. Si aggirano indisturbati nel centro del paese, anche di giorno.
«Nell’estate del 2024, abbiamo avuto circa 150 animali sbranati dai lupi», avverte Di Fazio.
Con l’ordine del giorno, al punto dieci del consiglio comunale odierno, approvato all’unanimità, il consiglio comunale chiede formalmente «un impegno concreto delle istituzioni competenti, a partire dal Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, e a seguire alla Regione Liguria, affinché affrontino questa situazione a salvaguardia del nostro entroterra, della aziende zootecniche e soprattutto prima che questo diventi un problema di sicurezza per chi vive nell’entroterra, e per i sempre più numerosi turisti escursionisti che si riversano nei nostri splendidi boschi». E ancora: «di intervenire in modo concreto per arginare quella che sarà la conseguenza naturale di questo problema: l’abbandono del territorio da parte di molte persone con l’effetto di interrompere attività secolari e aggravare, tra le tante cose, il dissesto idrogeologico». Viene inoltre chiesto di «prendere atto che la presenza delle aziende zootecniche, e delle piccole attività agricole, della caccia, delle attività legate all’escursionismo (trekking, mountain bike, ecc) garantisce la manutenzione e la cura del territorio che, insieme alle ricchezze culturali e ai prodotti tipici rappresentano risorse inestimabili anche dal punto di vista turistico ed economico». In sostanza, «Il Consiglio Comunale di Triora chiede in oltre alle autorità competenti territorialmente Regione Liguria e Prefettura di Imperia di convocare un tavolo di lavoro con le associazioni di categoria e con l’Anci (Associazione nazionale comuni italiani, ndr) per assumere con immediatezza i provvedimenti necessari».
«La caccia a lupo non si può e non si deve aprire – ribadisce il primo cittadino – Ma bisogna tener conto che oggi, sul nostro territorio, abbiamo predazioni sugli allevamenti con continuità giornaliera, perché qui abbiamo pastori che vengono a lamentarsi, che chiamano le guardie e possiamo documentarlo con tutti i dati che i pastori stessi forniscono al Comune quando vengono attaccate le greggi o le mandrie». «Ci sono gli enti preposti che vengono a fare sopralluoghi e che costatano la morte delle bestie predate – aggiunge Di Fazio -. Quindi non è una cosa né inventata, né vogliamo terrore sul territorio, ma è una cosa vera. Oggi ci troviamo con numeri esponenziali e non si può credere di quante bestie vengono predate durante l’anno. Inoltre abbiamo anche degli avvistamenti all’interno dei nostri paesi e delle nostre frazioni, che sono in aumento. Lupi che si avvicinano ai centri abitati, alle scuole e ai giochi dei bambini e non scappano, o meglio, ti guardano e non si muovono».
Nel corso della discussione dell’ordine del giorno, il sindaco ha citato il decreto del Presidente della Repubblica numero 357 dell’8 settembre 1997, che in merito a provvedimenti da prendere per la fauna carnivora prevede deroghe «per prevenire danni gravi, specificatamente alle colture, all’allevamento, ai boschi, ai boschi, al patrimonio ittico, alle acque ed alla proprietà», «nell’interesse della sanità e della sicurezza pubblica, o per altri motivi imperativi di rilevante interesse pubblico, inclusi motivi di natura sociale o economica, o tali da comportare conseguenze positive di primaria importanza per l’ambiente».
Citato, inoltre, lo studio del 2007 dell’Università di Calgary (Alberta), in Canada, che contiene una “scala” di sette punti sulla crescente pericolosità del lupo. «Siamo arrivati al sesto punto, che dice “Il lupo dirige la sua attenzione all’uomo inizialmente osservandolo da vicino per diversi minuti” – conclude il sindaco -. Il settimo punto è l’attacco».