Civezza, la chiesa si riprende la scuola: il Comune cerca alternative

2 aprile 2025 | 12:35
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Civezza, la chiesa si riprende la scuola: il Comune cerca alternative

Ora si pensa a garantire la continuità educativa

Civezza. La parrocchia di San Marco Evangelista ha revocato il comodato gratuito e si è ripresa i locali di via Imperia 12, storica sede della scuola elementare di Civezza. L’edificio, colpito il 14 marzo da un crollo del controsoffitto, non sarà più utilizzabile per scopi scolastici: la proprietà ha infatti comunicato al Comune l’intenzione di destinarlo a uso privato, mettendo fine a un accordo durato anni.

Viene così confermata la chiusura momentanea della sede scolastica, ma si apre anche un capitolo di incertezza sul suo futuro. Allo stesso tempo, si registra una ferma presa di posizione dell’amministrazione, determinata a non precludere l’istruzione a Civezza e impegnata nel tentativo di individuare soluzioni alternative. L’obiettivo è chiaro: garantire continuità al servizio educativo e scongiurare una chiusura definitiva che avrebbe ricadute profonde sulla vita del paese. Mentre l’edificio di via Imperia torna nella piena disponibilità della parrocchia, il Comune lavora a un piano B.

«L’edificio è un lascito testamentario risalente agli anni ’50 e, a partire dal 1993, è stato destinato ad accogliere sia la scuola pubblica statale sia l’asilo paritario gestito dalla parrocchia» chiarisce Don Francesco, parroco di Civezza. La struttura, di proprietà della parrocchia, è concessa in comodato gratuito al comune. In base all’accordo, l’amministrazione comunale si è impegnata a garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’edificio. «Questa manutenzione è stata portata avanti nei limiti delle risorse disponibili» ma l’immobile non è mai stato oggetto di una vera riqualificazione generale.

È proprio per motivi di sicurezza che la parrocchia ha deciso di revocare il comodato: «Non possiamo più garantire l’incolumità pubblica». Tuttavia, don Francesco precisa: «Se il comune decidesse di avviare un intervento generale di restauro, la parrocchia non ha alcuna intenzione di opporsi o negare nuovamente la concessione». Il problema, al momento, restano i fondi: «Non ci sono risorse disponibili».

La scelta della parrocchia di interrompere il comodato, dunque, non va letta come una chiusura: «È stata una presa di posizione per tutelare la sicurezza. Se Comune, Stato o Ministero decideranno di intervenire con un progetto concreto e a norma, la parrocchia è pronta a rimettere l’edificio a disposizione della collettività».