Caso Maiolino, le dichiarazioni di Scajola: «Solo umanità, nessun favore»

4 aprile 2025 | 13:43
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Caso Maiolino, le dichiarazioni di Scajola: «Solo umanità, nessun favore»

Il sindaco ricostruisce in aula il suo ruolo nella vicenda dell’ex meccanico: «Mai conosciuto, ho solo cercato una soluzione»

Imperia. «Non è favoreggiamento per mio cugino, mio figlio o qualcuno della mia famiglia, ma l’interessamento verso un cittadino che stava vivendo un momento difficile, di fronte a un atteggiamento che ritenevo eccessivo». Con queste parole, pronunciate durante le dichiarazioni spontanee rese in aula, il sindaco di Imperia, Claudio Scajola, ha spiegato il suo coinvolgimento nel caso che lo vede imputato per favoreggiamento nell’ambito dell’inchiesta sul meccanico Maiolino.

Scajola ha preso la parola dopo le dichiarazioni dell’ex comandante della polizia locale, Aldo Bergaminelli, per chiarire tre aspetti che ha ritenuto fondamentali: «Il perché mi sono interessato del caso Maiolino e, soprattutto oggi, il chiarimento su quanto è emerso, sul documento consegnato riguardo la riunione che io stesso ho indetto per parlare di questa vicenda».

Tutto nasce – secondo quanto riferito dal sindaco – da un articolo online e da un’intervista rilasciata dallo stesso Maiolino, descritto come «un signore di una famiglia con entrate deboli, che svolgeva il mestiere di meccanico sfasciacarrozze, ritenuto però abile per la meccanica di veicoli più vecchi». L’uomo occupava un’area che sarebbe poi stata interessata dai lavori per la nuova rotonda e la pista ciclabile. Aveva un contratto con le ferrovie valido fino al 2024, ma la necessità di liberare lo spazio per l’avanzamento dell’Aurelia Bis – opera finanziata dallo Stato con una scadenza stringente – aveva portato il dirigente ai lavori pubblici a sollecitare più volte il rilascio dell’area.

«Quando ho letto quell’appello – ha aggiunto Scajola – ho cercato di capire se esistesse una soluzione. Maiolino aveva appena perso un figlio, ed era evidente la sua fragilità. Io ho fatto quello che avrebbe fatto qualunque persona con un minimo di umanità: ho dato un indirizzo politico per cercare una via d’uscita, non ho mai fatto pressioni amministrative».

Scajola ha inoltre chiarito di non aver mai incontrato personalmente Maiolino: «Non l’ho mai visto né conosciuto. Mi sono interessato al suo caso come cittadino, uomo e sindaco. Mi è stato detto che gli era stata concessa la possibilità di montare una tettoia su un terreno di sua proprietà, che però veniva usato per parcheggiare le auto di un condominio da cui arrivavano le lamentele».

Nel racconto in aula, il primo cittadino ha ricordato anche un episodio avvenuto con il consigliere di opposizione Saluzzo: «Mentre era con me, ha ricevuto una telefonata: c’erano almeno dieci persone a fare un sopralluogo sul terreno di Maiolino. Ho preso il telefono e ho chiamato il comandante dei vigili. Sì, ammetto che i toni furono sgarbati, ma gli ho chiesto se si ricordava di quel caso su cui parlava tutta la città».

Infine, a proposito della riunione indetta per discutere del caso, Scajola ha tenuto a sottolineare: «Non ho mai chiesto una sanatoria. Ho solo detto: risolvete il problema. Non esiste solo il bianco o il nero. C’era un cittadino in difficoltà e bisognava cercare una soluzione. È tutto qui».

Il processo proseguirà nelle prossime settimane con nuove audizioni.