Caso Maiolino, controesame serrato per Bergaminelli da parte della difesa di Scajola

4 aprile 2025 | 13:26
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Caso Maiolino, controesame serrato per Bergaminelli da parte della difesa di Scajola

Bergaminelli all’epoca dei fatti si confidò in una telefonata: «La Procura aspetta solo che vada a riferire queste cose»

Imperia. Controesame teso in aula per Aldo Bergaminelli, ex comandante della polizia locale di imperia, ascoltato dall’avvocato Busuito, difesa del sindaco Claudio Scajola..

Bergaminelli ha sottolienato, come le segnalazioni sul caso Maiolini fossero molteplici. «Mi fu riferito che nella zona abitava un carabiniere che si informava sullo stato della pratica. Me lo disse qualcuno in comando. Così iniziai a focalizzare la questione, anche in seguito alle segnalazioni dei cittadini, condomini e di altre forze dell’ordine».

L’ex comandante ha raccontato di lamentele da parte del condominio: «Riguardavano odori molesti, presenza di olii e carburanti. Ricordo che intervennero anche i vigili del fuoco».

Sulla documentazione e gli accertamenti effettuati, Bergaminelli ha riferito del sopralluogo effettuato il 15 giugno dagli agenti Paris e Benvenuti. «Verificarono che sul posto erano presenti tutti i veicoli e il ponte era in funzione. Diedi indicazione di accertare l’eventuale presenza di una sanatoria, anche perché nel frattempo il sindaco mi aveva chiamato. Ma lo dissi agli agenti solo dopo il sopralluogo, per evitare condizionamenti».

Secondo il teste, gli agenti al rientro avrebbero riscontrato l’assenza di documentazione nel fascicolo: «Era praticamente vuoto. Solo una richiesta di sanatoria, senza altri allegati. Io, personalmente, non ho mai visionato il fascicolo dell’urbanistica».

Particolare attenzione è stata dedicata all’episodio della telefonata del sindaco. «Mi chiamò sul cellulare di servizio, che registrava automaticamente le chiamate da quel numero. Le parole volano, ma le registrazioni restano». Tra i file audio acquisiti agli atti però anche una conversazione tra Bergaminelli e il collega Magaglio. «Forse fu registrata perché il collegam chiamò mentre la telefonata con Scajola era ancora in corso» ha ipotizzato il teste.

Incisivo l’interrogativo dell’avvocato Buisito: «Perché non denunciò subito la telefonata?». «Perché non mi ero accorto che fosse stata registrata».

Sulla questione sanatoria, Bergaminelli ha dichiarato: «A mio avviso non fu mai fatta, o almeno non dai tecnici comunali, che non erano intenzionati a procedere. Era un’area già attenzionata dalla Procura, e nessuno voleva utilizzare risorse pubbliche a vantaggio dei privati». Lapidario il commento sul suo allontanamento dal comando: «Da quando me ne sono andato, la mia esistenza è migliorata».

Parole dure anche in merito alla querela che, stando al racconto del teste, presentò all’ex procuratore capo: «Gli dissi che il sindaco sarebbe certamente venuto a sapere della mia iniziativa e che, da quel momento, sarei stato un morto che camminava».

A un altro interlocutore, il dirigente Gagliano, Bergaminelli avrebbe confidato: «Lo sa che io il sindaco lo posso denunciare penalmente? La procura aspetta solo che vada a riferire queste cose». Motivando quell’affermazione, l’ex comandante ha ricordato il contesto del periodo: «All’epoca c’era la vicenda Speranza e la procura stava già indagando su presunte tangenti e su appalti nelle vie provinciali. Con questa denuncia si sarebbe aggiunto un ulteriore elemento d’interesse. Era giugno 2022».

E infine, incalzato dalla difesa, Bergaminelli ha concluso con una considerazione pesante come un macigno: «È risaputo che il sindaco Scajola non può essere contraddetto. E chi lo fa, subisce conseguenze. Assessori compresi».