Assegnazione spiagge a Imperia, Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra: «Il sindaco ci ricasca»

«Scajola da iena si è trasformato in gattino puntando il dito contro i suoi “maldestri” dirigenti»
Imperia. «Nella vicenda del ricorso al Tar da parte dell’autorità nazionale della concorrenza (l’antitrust) contro il bando di assegnazione delle nuove concessioni balneari, il sindaco Scajola è ricaduto nel suo vizio storico, la caduta dal pero con scarica barile rovesciato carpiato».
Inizia così l’intervento del Gruppo Alleanza Verdi e Sinistra di Imperia in merito al ricorso al Tar dell’Antitrust per il bando di assegnazione delle spiagge a Imperia.
«In una recente intervista – dichiara il gruppo – Al fine di giustificare il pasticcio che la sua giunta ha ancora una volta combinato nella incomprensibile corsa per mettere a gara le concessioni delle spiagge cittadine, poi quasi tutte riconfermate agli stessi soggetti, ha rimesso in scena un pezzo del suo repertorio “classico”».
E ancora. «Si tratta dell’ormai noto schema del giustificarsi di una grave ed evidente mancanza (in questo caso non aver dato riscontro a una richiesta preventiva relativa al bando inviata al comune dall’antitrust) con il fatto di non esserne stato a conoscenza e scaricando poi tutta la responsabilità addosso a quei dirigenti che notoriamente lui condiziona e controlla in ogni occasione possibile (se non addirittura richiama all’ordine volgarmente, come nel caso della vicenda Bergaminelli-Maiolino).
Dopo aver cercato di difendere un bando di gara che presenta alcune anomalie così evidenti da indurre l’antitrust (dopo che aveva visto disattese le sue richieste) a un atto forte come il ricorso al Tar, di fronte alla domanda del giornalista sul perchè si era compiuta tale leggerezza o forzatura, Scajola da iena si è trasformato in gattino puntando il dito contro i suoi “maldestri” dirigenti, che proprio questa volta, a suo dire, non sarebbe riuscito a controllare abbastanza».
«Che una comunicazione dell’antitrust – arrivata prima dell’avvio della gara per segnalarne anomalie – sia potuta rimanere nel cassetto della dirigente all’insaputa di Scajola, è una barzelletta che ormai non fa più ridere dai tempi del Colosseo (o meglio della casa al Colosseo)».
«Non serve molta fantasia per immaginare che sul tema della gara per la concessione delle spiagge cittadine (assegnate per una durata anche di 20 anni), il sindaco abbia dedicato tutta la propria pervasiva attenzione e che quindi, a differenza di quanto dichiara ora, è incredibile non fosse informato delle richieste dell’antitrust e non abbia contribuito alla scelta di disattenderle tirando dritto per fare le assegnazioni con criteri che, per l’autorità garante per la concorrenza, non erano idonei a garantire condizioni adeguate a tutti i potenziali partecipanti ai bandi».
«Non è neanche una novità che quando le cose si mettono male, il nostro sindaco dimentichi amicizie e relazioni strette (tipo quelle con Caltagirone e Conti ma anche Saldo o Dellerba) e non si faccia scrupoli a scaricare la colpa su chi (poco importa se politici, tecnici o imprenditori) ha avuto l’avventatezza di fidarsi troppo della sua capacità di “aggiustare” tutto ai suoi disegni.
Il problema è che questo metodo diversivo è stato così efficace e pervasivo nel tempo da rimettere sempre in sella un politico che, per questa dote, è decisamente “moderno” mentre risulta distante anni luce da una politica che ponga l’assunzione di responsabilità sui propri atti come elemento centrale nell’agire da amministratori».
«Ma per un politico di lungo corso molto contemporaneo nello stimolare i meme da social e nel galleggiare sulle proprie disavventure o contraddizioni, l’approccio istintivo e più efficace è evidentemente quello di comportarsi da “irresponsabile”, considerato che in passato quasi sempre è riuscito a non pagare pegno, o a farlo pagare a qualcuno al posto suo. Il problema è che, anche in questa occasione, chi è esposto al rischio di trovarsi di fronte all’ultima spiaggia non sarà il vero responsabile di questa vicenda, per il quale una poltrona (o un lettino) al caldo si trova sempre».