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Dietro le dimissioni di Siffredi l’avvertimento di una querela del sindaco

26 febbraio 2025 | 13:40
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Dietro le dimissioni di Siffredi l’avvertimento di una querela del sindaco

I contorni della vicenda che ha portato alle dimissioni il giovane consigliere di Taggia. Stasera il caso in consiglio comunale

Taggia. Un fulmine a ciel sereno, almeno in apparenza. Le dimissioni del consigliere comunale di Taggia Jacopo Siffredi, giovane esponente del gruppo di opposizione “Progetto Comune”, sembravano inizialmente un atto dovuto a ragioni personali. Ma dietro quella decisione si celerebbe una vicenda più complessa, fatta di tensioni politiche, rapporti personali e un’accusa di diffamazione che avrebbe pesato in modo determinante sulla scelta del consigliere.

Secondo quanto ricostruito attraverso fonti confidenziali, la scintilla che ha portato alle dimissioni di Siffredi sarebbe scaturita da una telefonata del sindaco Mario Conio al padre del consigliere, ristoratore di Taggia e amico d’infanzia del primo cittadino. Oggetto della chiamata, l’intenzione del sindaco di querelare il figlio per diffamazione, a seguito di un comunicato stampa del 23 gennaio scorso, firmato dall’opposizione consiliare e trasmesso ai media dall’avvocato Gabriele Cascino, capogruppo di “Progettiamo il Futuro”. In quel documento si metteva in discussione la gestione del campo sportivo Ezio Sclavi, accusando indirettamente l’amministrazione Conio di aver anteposto interessi privati a quelli pubblici. Inoltre, si chiedeva la convocazione di un consiglio comunale monotematico, che poi si è tenuto regolarmente.

Il passaggio incriminato del comunicato, inviato, all’insaputa di Siffredi, anche a nome di Progetto Comune, recitava: “A settembre 2017 la Giunta Conio, invece, con una nuova delibera (delibera 189/2017), alla quale il Sindaco non partecipa per evidente conflitto di interessi, essendo la famiglia proprietaria di quote della società, revoca ed annulla la precedente, con la conseguenza che i lavori di messa a norma e riqualificazione dell’impianto, a carico della CMG, non furono più effettuati. Ancora una volta la tutela degli interessi privati viene prima della tutela degli interessi pubblici.” Il sindaco Conio ha ritenuto questa affermazione lesiva della propria immagine, poiché il riferimento alla CMG Srl, società di cui faceva parte anche il padre del primo cittadino prima della sua elezione, non avrebbe dovuto riguardarlo direttamente. Infatti, secondo il sindaco (carte alla mano), la società aveva versato al Comune le somme previste per la riqualificazione del campo, provandolo prima della pubblicazione del comunicato. Quindi l’accusa di mancato pagamento sarebbe stata una falsità diffamatoria.

La telefonata di Conio al padre di Siffredi arriva successivamente alla nota stampa, ed stata interpretata dal genitore come un avvertimento pesante, una minaccia capace di mettere a rischio la carriera e la serenità del figlio. In un clima di tensione crescente, il consigliere ha quindi deciso di fare un passo indietro, non senza una progressione di eventi significativi. Prima ha inviato una mail al Comune per ritirare la propria adesione alla richiesta di consiglio monotematico sullo Sclavi, poi ha chiesto indicazioni su come formalizzare le dimissioni. Infine, ha protocollato la rinuncia alla carica, dopo aver rifiutato di prendere pubblicamente le distanze dal gruppo di Progettiamo il Futuro, come gli era invece stato richiesto. Nei giorni a venire, vi è stato un chiarimento personale tra il sindaco Conio e il padre del consigliere, ma la pressione su Siffredi non si è attenuata. A nulla è servito che il sindaco, in seconda battuta, dichiarasse di non avere intenzione di procedere con la denuncia nei suoi confronti: il giovane non è tornato indietro sulla decisione presa.

Questa sera, in municipio, si tornerà a parlare della vicenda nel momento della surroga ufficiale. A subentrare sarà Fulvia Alberti, ambientalista e prima dei non eletti nella lista di “Progetto Comune”. Nel frattempo, nel mondo politico locale non sono mancati messaggi di solidarietà per Siffredi, soprattutto da parte del centrosinistra. Chi lo conosce parla di un ragazzo ancora scosso dall’accaduto, che avrebbe provato a chiarirsi con il sindaco, senza però riuscire a trovare un punto di dialogo. Quella che sarebbe dovuta essere un’esperienza di crescita politica si è invece trasformata in una vicenda amara, fatta di tensioni personali, accuse e incomprensioni. E mentre la politica locale si prepara ad archiviare il caso con la surroga, resta l’interrogativo su quanto pesino, a Taggia, le relazioni personali nelle dinamiche istituzionali.

Le dichiarazioni del sindaco Conio. «Ho appreso con rammarico la notizia delle dimissioni del consigliere Jacopo Siffredi. Conosco Jacopo da quando è nato, e sono legato alla sua famiglia da un’amicizia duratura. Ritengo però indispensabile chiarire, semmai ce ne fosse stato bisogno, la mia posizione personale in merito a questa vicenda. Partiamo dall’antefatto», – spiega il vertice dell’amministrazione comunale, neo vice presidente della Provincia -. 

«In data 23 gennaio 2025 il gruppo consiliare Progettiamo il Futuro, inviava alle testate locali, un comunicato stampa che riportava testualmente: Il gruppo consiliare Progettiamo il Futuro con il gruppo consiliare Progetto Comune hanno presentato, in data odierna, la richiesta di convocazione di un Consiglio Comunale straordinario per discutere dell’inagibilità del campo Sclavi di Arma di Taggia […]. Vogliamo discutere e capire come mai la Giunta comunale ed il sindaco Conio non hanno più richiesto alla società srl, in cambio di un’operazione edilizia nelle vicinanze del campo sportivo, la messa a norma dell’impianto o la corresponsione dei 300.000 euro stabiliti e che, già a partire dal 2019, sarebbero serviti al Comune per effettuare direttamente le operazioni di manutenzione e riqualificazione dello Sclavi. Ancora una volta le scelte dell’amministrazione Conio a favore di interessi privati, anche della sua famiglia, danneggiano gli interessi pubblici di tutta la comunità. E’ arrivato il momento di capire cosa è veramente successo”».

«Come ben si comprende dal tenore del comunicato stampa, il gruppo Progetto Comune, rappresentato nel parlamentino cittadino da Jacopo Siffredi, firmatario anche lui inizialmente della richiesta (firma poi ritirata), veniva associato, in maniera forse furbesca da parte del gruppo consiliare Progettiamo il Futuro, ad alcuni commenti che ho ritenuto diffamatori e altamente lesivi della mia dignità. Mi preme riassumerli: quando si dice che la Giunta e il sindaco Conio non hanno più richiesto alla società, la messa a norma dell’impianto o la corresponsione dei 300.000 euro stabiliti, si afferma una sonora menzogna in quanto la società stessa ha versato nelle casse comunali non soltanto i €300.000 riportati, ma un ammontare totale di circa €495.000 quali oneri per un’operazione edilizia. Cosa ancor più grave, è che i consiglieri del gruppo Progettiamo il Futuro ne erano ben consapevoli, e ciò nonostante, per loro giochi di bassa politica, mi hanno diffamato. Che ne fossero consapevoli è provato in quanto erano in possesso di tutte le pezze giustificative relative ai pagamenti effettuati da tale società, avendole richieste con accesso ufficiale all’amministrazione comunale».

«Evidentemente, tali dichiarazioni mi hanno profondamente ferito, ancor di più perché provenienti da un ragazzo la cui famiglia ho sempre considerato con amicizia e stima. Proprio per amicizia e stima nei confronti del padre, mi sembrava corretto avvertirlo personalmente che era mia intenzione tutelare l’onorabilità della mia persona nelle sedi opportune; e che mi riservavo quindi la facoltà di denunciare chi mi aveva diffamato. A tale telefonata, che ritengo di cortesia, fatta da padre a un padre, succedeva una chiamata di Jacopo alla quale prospettavo tutta la mia amarezza.  Lo stesso mi rispondeva dichiarando di non essere a conoscenza di questi aspetti, e di non aver partecipato al comunicato stampa, ma che la sua volontà fosse solo quella di discutere della pratica in Consiglio Comunale. Seguiva nei giorni successivi una telefonata con il responsabile politico del movimento rappresentato da Jacopo, al quale chiedevo una rettifica sui giornali e comunque gli comunicavo che non era mia intenzione procedere nei confronti del ragazzo che avevo percepito fosse stato, ahimè, strumentalizzato da qualcuno».

«In ultimo, mi dispiace dover dire che, probabilmente, Jacopo è stato vittima di inesperienza, ma anche di un modo di fare politica che, invece del confronto sui temi, cerca soltanto di delegittimare l’avversario, con argomenti falsi e diffamatori. Il vero responsabile di questa vicenda è chi, forse senza il suo consenso, ha utilizzato l’immagine e il buon nome di Jacopo per condividere atti lesivi della mia persona, della Giunta comunale e del nostro operato amministrativo. Prendo atto delle dimissioni di Jacopo con dispiacere, convinto che avrà in futuro modo di continuare a rappresentare i suoi ideali attraverso l’attività politica e amministrativa», – conclude Conio -.

Lette le dichiarazioni del sindaco Conio, Siffredi ha rilasciato un commento sui social, dal quale si evince che la vicenda è tutt’altro che conclusa.

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