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Regione Liguria al fianco di Coldiretti contro il cibo sintetico

30 novembre 2022 | 12:33
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Regione Liguria al fianco di Coldiretti contro il cibo sintetico

«Gli alimenti 2.0 limitano fortemente la libertà dei consumatori e omologano le scelte sul cibo, mentre l’attività di agricoltura e allevamento non hanno solo una funzione alimentare, ma anche di rilevanza sociale e ambientale»

Genova. Durante la seduta di ieri, martedì 29 novembre, del consiglio regionale della Liguria è stato approvato all’unanimità un ordine del giorno che appoggia la richiesta di Coldiretti di sostegno alle iniziative contro il cibo sintetico, presentato e promosso da Fratelli d’Italia e Lega.

«Siamo lieti di apprendere la notizia che il consiglio regionale della Liguria si sia impegnato a sostenere una causa tanto importante – spiegano Gianluca Boeri e Bruno Rivarossa, presidente di Coldiretti Liguria e delegato confederale – per la nostra regione e per l’Italia intera. Come Coldiretti, da diverso tempo portiamo avanti la petizione contro il cibo sintetico, dalla quale sono nate, a livello sia nazionale che locale, diverse iniziative di sensibilizzazione, finalizzate a evidenziare i rischi della diffusione del cibo da laboratorio e le conseguenze che quest’ultimo potrebbe portare all’economia della nostra splendida Liguria».

«L’agricoltura – come sottolineato anche all’interno del documento in questione – è parte integrante del settore primario e non si limita alla produzione di beni alimentari, ma assicura stabilità economica e sociale di molte aree rurali e garantisce il mantenimento, il recupero e la salvaguardia di zone e territori poco popolosi. La filiera agroalimentare, secondo i dati pubblici, rappresenta circa 25% del Pil nazionale ed è patrimonio incommensurabile, storico, gastronomico, umano e culturale, certificato anche dall’Unesco e di indispensabile tutela».

Il cibo sintetico, invece, «è un prodotto ingegnerizzato, basato sulla bioingegneria e ricreato in laboratorio, che ha l’intento di essere in tutto e per tutto uguale all’originale. Viene creato in bioreattori e sembra non porre rimedio alla salvaguardia ambientale, in quanto tale sistema consuma più acqua ed energia degli allevamenti più performanti, […] oltre a favorire gli interessi di pochi operatori, snaturare e spezzare lo straordinario legame che unisce cibo e natura e non aiutare la salute dei cittadini».

Gli alimenti 2.0 limitano fortemente la libertà dei consumatori e omologano le scelte sul cibo, mentre l’attività di agricoltura e allevamento non hanno solo una funzione alimentare, ma anche di rilevanza sociale e ambientale. In Liguria, ad esempio, si trovano diversi allevamenti bovini, ovi-caprini ed equini, e in alcuni di essi si trovano anche delle razze autoctone: tra queste figurano anche la celebre cabannina, razza bovina impiegata per la produzione di carne e latte di grande qualità, e il cavallo bardigiano, dalle origini molto antiche. In entrambi i casi, si tratta di razze in via di estinzione, che si sta cercando di tutelare attraverso questi allevamenti sparsi sul territorio regionale.

Secondo il consiglio regionale, dunque, è importante sostenere e difendere il cibo naturale, salutare e sostenibile, oltre alla tutela dello stesso e delle eccellenze alimentari, dietro le quali ci sono migliaia di lavoratori. È una battaglia che ribadisce la tutela della qualità, della sostenibilità, della filiera corta, della piccola e media produzione, che caratterizza i nostri territori. Proprio per questo, il Governatore della Liguria e tutta la Giunta regionale all’unanimità si sono impegnati a “sostenere la petizione promossa da Coldiretti contro il cibo sintetico e tutte le iniziative di sensibilizzazione al riguardo, sostenute dal mondo agricolo, accademico e scientifico finalizzate a richiamare l’attenzione sui rischi della diffusione del cibo da laboratorio” e a “difendere, in sede di Conferenza Stato-Regioni e nei rapporti con il MIPAAF (Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali) le filiere agro-zootecniche liguri minacciate dalla diffusione del cibo sintetico”.