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Ventimiglia, nuovi reperti nelle collezioni del museo archeologico “Girolamo Rossi”

13 maggio 2021 | 15:08
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Ventimiglia, nuovi reperti nelle collezioni del museo archeologico “Girolamo Rossi”

Costituiscono un’importante testimonianza della vita quotidiana presso la città romana di Albintimilium tra I e III secolo d. C., quando il municipio godette di un lungo periodo di pace e prosperità

Ventimiglia. Una settantina di reperti archeologici, fino ad oggi conservati presso l’Antiquarium di Nervia sono rientrati, nei giorni scorsi, al Museo Archeologico “Girolamo Rossi”, arricchendo ulteriormente la sua importante esposizione e ciò con grande soddisfazione da parte del sindaco Gaetano Scullino e di tutta l’Amministrazione comunale.

Reperti nel museo archeologico “Girolamo Rossi”

I reperti costituiscono un’importante testimonianza della vita quotidiana presso la città romana di Albintimilium tra I e III secolo d. C., quando il municipio godette di un lungo periodo di pace e prosperità.

Reperti nel museo archeologico “Girolamo Rossi”

«Grazie alla proficua sinergia fra il Comune, che ne ha materialmente curato il trasporto, la Direzione Regionale Musei della Liguria e l’Istituto Internazionale di Studi Liguri, Ventimiglia è finalmente tornata in possesso di questi pregiati rinvenimenti ed un vivo ringraziamento, dice il Sindaco, va a tutte le istituzioni che si sono adoperate per renderlo possibile».

Reperti nel museo archeologico “Girolamo Rossi”

Molti di questi pezzi ci raccontano la vita delle persone a cui sono appartenuti, come la lastra opistografa, cioè con iscrizione su entrambe le facce, della giovane Maia Paterna, fanciulla ventimigliese vissuta nel II secolo d.C. e morta prematuramente a soli 11 anni: la lapide, che ne riutilizzava una più antica intimante il divieto d’accesso da parte di Publius Nonius Primus, venne rinvenuta ancora murata sulla facciata della tomba monumentale che accolse le ceneri della ragazza, in una preziosa urna fittile.

Di notevole pregio anche due bellissimi specchi rotondi in bronzo facenti parte, insieme ad un nucleo di oggetti in avorio, dello strumentario delle toilettes femminili di rango agiato ed ancora uno stilo per scrivere sulle tavolette di cera, alcuni oggetti recuperati tra le ceneri del rogo funebre come chiodi, unguentari vitrei ed argilla. Fra i rinvenimenti si contano anche due olle in ceramica, utilizzate come urne cinerarie, che conservano, completamente intatti, i resti del defunto, per le quali è previsto un micro-scavo con successivo studio da parte dell’antropologa Valeria Amoretti, collaboratrice del Museo Rossi ed attualmente funzionaria presso il Parco Archeologico di Pompei.

Reperti nel museo archeologico “Girolamo Rossi”

Alle operazioni di rientro hanno sovrinteso Valentina Fiore e Giulio Montinari per l’Area Archeologica di Nervia mentre Daniela Gandolfi con Fabio Piuma erano presenti per il Museo Girolamo Rossi ed infine Stefano Costa, funzionario responsabile per la Soprintendenza Archeologia per le province di Imperia e Savona.

«La collezione, spiega il sindaco Scullino, sarà fruibile al pubblico presso l’affascinante sede del Forte dell’Annunziata, già a partire dal mese di maggio, nel rispetto delle restrizioni Covid e rappresenterà un ulteriore tassello per il rilancio di Ventimiglia».