Camporosso, campione italiano e terzo nel mondo: i successi del giovane Federico Squaranti nel kart





Una serie di successi tra settembre e ottobre: il pilota di Camporosso si è laureato campione italiano nella categoria Shifter Rom
Camporosso. Ha 18 anni, vive nella cittadina della val Nervia da sempre ed è il nuovo campione italiano di kart nella categoria Shifter Rok: Federico Squaranti, il giovane campione di Camporosso che avevamo conosciuto lo scorso anno quando si era classificato secondo nel campionato internazionale monomarca, si ora laureato campione italiano: primo assoluto nella sua categoria, quella massima, davanti a venticinque atleti.
“La finale si è svolta ad Adria, in provincia di Rovigo, e mi sono classificato primo”, racconta il 18enne, “Vincendo il titolo italiano, ho ricevuto diversi premi tra cui la partecipazione gratuita alla finale internazionale che si è svolta a Lonato del Garda, in provincia di Brescia”. Nemmeno qui il giovane Squaranti ha sfigurato: si è classificato terzo, in una gara al cardiopalmo che lo aveva visto partire dalla prima fila, in seconda posizione. In quest’ultima competizione, che ha avuto luogo a metà ottobre, hanno partecipato una cinquantina di atleti. Sul podio, però, erano tutti italiani: “Il kart è nato in Italia”, spiega l’atleta che gareggia per il team bresciano WK Corse, “I piloti italiani sono i migliori, tanto che è proprio in Italia che vengono ad allenarsi piloti di tutto il mondo: qui il livello è altissimo”. Basti pensare che alla finale mondiale, tra i corridori c’era anche l’ex pilota di Formula 1 Rubens Barrichello: l’ex ferrarista, però, si è dovuto ritirare a metà gara a causa di un contatto.
Il giovanissimo pilota, che ha iniziato a correre quando aveva cinque anni sul vialetto di casa con un go kart costruito da suo padre, dovrà ora attendere l’anno prossimo per una nuova stagione agonistica. “Sicuramente continuerò con la mia categoria, la Shifter Rok, ma nel 2018 la alternerò alla KZ2. Mentre nella Shifter Rok il telaio del kart è libero ma i motori sono monomarca, uguali per tutti”, spiega Federico, “Nella KZ2 anche il motore è libero: la potenza resta la stessa per tutti, ma si ha più scelta tra i marchi”.
Ma non solo: Federico, che ha ereditato la passione per i motori dal padre, ex rallysta e ora meccanico di fiducia del figlio, l’anno prossimo si cimenterà anche nei rally.
“Vorrei ringraziare la Krypton Motor Sport di Brescia, il mio preparatore Francesco Pellizzari della WK Corse e la mia famiglia, i miei genitori”, dice il pilota prima di congedarsi e continuare il duro allenamento preparatorio che lo vede alternare palestra, bici, e corse per non perdere mai né la prestanza fisica né la concentrazione necessaria per raggiungere, come nel suo caso, il primo gradino del podio.