Benvenuti nella giungla del Roja, è allarme per i migranti che bivaccano sul greto del fiume




“E’ necessario bonificare quell’aria che dal punto di vista igienico-sanitario può creare problemi anche per l’intera popolazione di Ventimiglia”
Ventimiglia. Non è certamente come la giungla di Calais ma c’è preoccupazione a Ventimiglia per le centinaia di migranti che da diverso tempo ormai bivaccano nel greto del fiume Roja. Qualche settimana fa l’onorevole Gelli che aveva effettuato un sopralluogo a Ventimiglia aveva evidenziato la situazione di disagio, di degrado e di precarietà igienica dei migranti che vivono nella “favela” del greto del Roja. E lo stesso Gelli aveva detto, “E’ necessario bonificare quell’aria che dal punto di vista igienico-sanitario può creare problemi anche per l’intera popolazione di Ventimiglia, ma soprattutto fornire una corretta informazione ai migranti e spiegare che questo non vuol dire condizionare la loro permanenza nel nostro paese”.
Dello stesso avviso era, ed è, anche il sindaco Ioculano che vuole i migranti via dalle Gianchette e dal greto del Roja, divenuto ormai una bidonville. In tutto questo contesto si attende l’ampliamento dei posti al Parco Roja che diverrebbe l’unico centro di accoglienza per i migranti.
Se da una parte i residenti di Roverino sono esasperati nel vedere questa situazione, dall’altra i migranti fanno i conti con situazioni al limite dell’umana sopportazione, dove diversi di essi vengono morsi da topi, si lavano nelle acque del fiume; una terra di nessuno piena di rifiuti d’ogni genere in cui è imperativo porre un rimedio.
(foto Marco Maiolino)