Pornassio, morte sospetta di una paziente ad ottobre: numerose le prove raccolte al Cicalotto dalla Guardia di Finanza

Schiaffi, pugni e frasi offensive: si indaga anche per istigazione al suicidio
Pornassio. L’ombra di una morte sospetta e dell’istigazione al suicidio emerge dalle carte dell’inchiesta per maltrattamenti che ha visto finire due operatori socio sanitari agli aresti domiciliari e un’infermiera professionale sospesa dall’esercizio di pubblico ufficio per dodici mesi. Tutti e tre gli indagati lavoravano presso la Rsa psichiatrica “Il Cicalotto”.
Il lungo fascicolo depositato dal pm parla di violenze verbali, insulti e maltrattamenti fisici compiuti da Massimo Deperi, Vjollca Ferhati ed Elena Stoica, e portati alla luce da un’indagine compiuta dalla Guardia di Finanza.
Sono pesanti le accuse a carico dei tre indagati, che avrebbero compiuto, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, “fatti aggravati perché commessi adoperando sevizie, crudeltà, anche in riferimento all’età ed al grave stato di prostrazione psicofisica dei pazienti ed anzi approfittando di dette circostanze di persona tali da ostacolare la privata difesa”.
Oltre alle frasi dai contenuti volgari e offensivi, oltre alle botte e agli schiaffi che Massimo Deperi dava ad alcuni pazienti, sotto la lente della Procura c’è la morte di un’anziana paziente affetta da broncopneumopatia cronica. Alla donna, che aveva problemi di postura e gravi patologie, veniva spesso girata la testa in modo brusco quando veniva imboccata, nonché colpita con schiaffi e botte in testa. La morte della paziente, come si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, è avvenuta “la notte successiva all’ultimo episodio”.
Ma non solo, la paziente, che pochi giorni prima del decesso, avvenuto il 7 ottobre scorso, era stata ricoverata in ospedale, è stata lasciata sola tutta la notte: nessuno si è recato nella sua stanza per controllare i suoi parametri vitali: la donna la mattina è stata trovata morta nel suo letto.