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Pornassio, la OSS Ferhati: “La mia coscienza è a posto”. Le intercettazioni subito dopo la morte di una paziente

4 gennaio 2017 | 18:57
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Pornassio, la OSS Ferhati: “La mia coscienza è a posto”. Le intercettazioni subito dopo la morte di una paziente

Ecco cosa si dicevano le due donne indagate per accordarsi sulla versione da dare

Pornassio. Un fascicolo di ventidue pagine, scritte fitte e senza quasi punti a capo. Un insieme di prove e i testi di alcune conversazioni intercettate dalle cimici della Guardia di Finanza all’interno della struttura “Il Cicalotto“: questo il contenuto dell’ordinanza di custodia cautelare a firma del gip del tribunale di Imperia, Massimiliano Botti.

Violenze e vessazioni, frasi shock e insulti che testimoniano il trattamento che gli OSS (operatori socio-sanitari) Massimo Deperi e Vjollca Ferhati riservavano ad alcuni pazienti con la complicità di chi doveva vigilare sul loro operato, ovvero l’infermiera professionale Elena Stoica.
Vessazioni ripetute “lungo svariati mesi se non anni”, si legge nel provvedimento, che hanno creato uno stato d’animo di angoscia e paura nelle vittime, tutti pazienti anziani, disabili psichici con gravi difficoltà motorie e non autosufficienti.

Ad essere particolarmente inquietanti sono le parole che Vjollca Ferhati ed Elena Stoica si sono scambiate quando, il 7 ottobre 2016, entrando nella stanza di una paziente si sono accorte del suo decesso. L’anziana donna era gravemente malata tanto che qualche giorno prima, e precisamente il 4 ottobre, era stata portata in ospedale. Era affetta da problemi di postura e altre gravi patologie tra le quali una broncopneumopatia cronica occlusiva per la quale necessitava di essere tenuta sotto controllo.
La donna subiva continue sevizie dai due operatori: Massimo Deperi la colpiva in testa e la prendeva a schiaffi ed, in diverse occasioni, usava metodi bruschi per imboccarla.

Il giorno in cui la Stoica e la Ferhati hanno trovato la paziente morta nel suo letto, prima di chiamare il medico e avvertire i familiari della stessa, si sono accordate sulla versione da fornire, scambiandosi una serie di battute di cui riportiamo solo una parte:

Elena Stoica (infermiera): Va bè, però all’una di notte ha parlato…
Vjollca Ferhati (oss) : Ha parlato, ha parlato
Infermiera: Ha parlato, quindi gli dico che gli ho misurato anche la saturazione
Oss: Sì
[…]
Infermiera: Va bè, Viola (Vjollca Ferhati, ndr), quindi perché così diciamo tutti la stessa cosa all’una… Diciamo che siamo entrati ancora […] che dall’una alle tre dormiva, poi dopo siamo entrati adesso, respirava e dormiva
Infermiera: Ma poi scusa era più…cioè non è che lo abbiamo ammazzato noi
Oss: Ma nooo ma poi è divertente che io la mia coscienza è a posto
[…]
Infermiera: Minchia devo avere ancora un morto
Oss: Come devi avere
Infermiera: Non c’è il due senza il tre, Viola a me viene da vomitare
Oss: No io ho bevuto un goccio d’acqua, siediti un attimo
Infermiera: Perché poi dopo se ci rompono il cazzo, quindi siamo entrati all’una al giro
Oss: Sì
Infermiera: Gli ho misurato la saturazione e andava bene

In sostanza le due indagate non hanno tempestivamente sottoposto la paziente ai controlli necessari. Risulta inoltre che entrambe, dopo essersi accordate, hanno riportato sui rispettivi registri di consegna dati completamente falsi dichiarando di aver effettuato sulla paziente operazioni mai realmente compiute.