Il Sappe sul topo morto trovato nella cucina del Carcere di Sanremo

22 aprile 2010 | 11:36
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Il Sappe sul topo morto trovato nella cucina del Carcere di Sanremo

A Sanremo come in tutte le carceri italiane, la Polizia Penitenziaria è l’unica rappresentante dello Stato che sta fronteggiando l’emergenza sovraffollamento

"E’ gravissimo quanto avvenuto nel carcere di Sanremo, dove è stato trovato un topo morto nella cucina che prepara i pasti ai detenuti! Adesso bisogna capire come è potuto succedere, anche se mi sembra ovvio che si è trattato di una disdicevole quanto disgustosa casualità. Credo sia comunque il caso che l’Amministrazione penitenziaria regionale, attraverso  il competente Ufficio di vigilanza sull’igiene e sicurezza dell’amministrazione della Giustizia (Visag), disponga immediatamente accurati controlli in tutti i penitenziari liguri per vedere se siano o meno a norma con la legislazione che regolamenta la sicurezza e la salute dei luoghi di lavoro. A cominciare certamente dalle cucine interne al carcere che preparano i pasti per i soli detenuti ma anche nelle cucine della Mense del Personale di Polizia, nelle intere strutture ed in tutti i posti di servizio in cui sono impiegati in servizio
le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria".
E’ quanto dichiara Roberto Martinelli, segretario generale aggiunto e commissario straordinario per la Liguria del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria Sappe, alla notizia del rinvenimento di un topo morto nelle cucine del carcere di Sanremo.
"E’ ovvio che anche episodi come questo possono turbare la tranquillità e la serenità delle sezioni detentive, in cui – non dimentichiamolo – lavorano 24 ore su 24 e con molte difficoltà operative gli appartenenti alla Polizia Penitenziaria, gravemente sotto organico. Ogni giorno in Liguria aumenta la presenza di detenuti, oggi arrivati ad essere quasi 1.750 stipati in 7 strutture detentive regionali idonee ad ospitarne poco più di mille e 100, controllati da un Personale di Polizia Penitenziaria stanco e stressato che registra nelle proprie piante organiche la carenza di ben 400 agenti in meno rispetto al previsto. A Sanremo, in particolare, i Baschi Azzurri patiscono pesanti carenze di organico, quantificate in ben 80 agenti, e nonostante tutto fanno davvero un encomiabile lavoro, con una utenza particolarmente difficile e con molte criticità. Al 31 marzo scorso erano infatti detenute 367 persone (il 53% delle quali straniere) a fronte di una capienza regolamentare pari a 209 posti: un sovraffollamento intollerabile, per i detenuti ma anche e soprattutto per gli agenti. Mi sembra che, a Sanremo come in tutte le carceri italiane, la Polizia Penitenziaria è l’unica rappresentante dello Stato che sta fronteggiando l’emergenza sovraffollamento: oltre al danno c’è però la beffa di essere gli unici esposti a malattie come l’HIV, la tubercolosi, la meningite, la scabbia e altre malattie che si ritenevano debellate in Italia. Per queste ragioni il Sappe sollecita visite ispettive dell’Ufficio di vigilanza sull’igiene e sicurezza dell’amministrazione della Giustizia (Visag) in tutte le carceri liguri ed in ogni posto di servizio in cui sono impiegati poliziotti penitenziari per verificarne la salubrità".