E’ morto Guido Lanteri, il montanaro “sindaco di ferro”

20 ottobre 2008 | 11:56
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E’ morto Guido Lanteri, il  montanaro “sindaco di ferro”

Guido aveva conosciuto e vissuto i periodi d’oro di Monesi turistica e sciistica. Poi il declino, inesorabile, spaventoso, ma Guido, incrollabile
fede missina, della destra dura e pura, non aveva mai voluto abbandonare il campo.

Piaggia Marittima (Briga Alta, provincia di Cuneo) – La sua corazza, alla
fine, ha ceduto. Consumato dalla malattia e dalla sofferenza. E' morto Guido
Lanteri, 73 anni, sindaco in carica (più volte primo cittadino) di Briga
Alta, comune dove molti savonesi, genovesi, imperiesi hanno la "seconda
casa", tra i centri di Piaggia, Upega e Carnino. Terre di lingua occitana,
terre un tempo abitate da pastori veri che praticavano la transumanza verso
i centri della costa savonese ed imperiese. Guido è stato a lungo il simbolo
vivente della vicina Monesi di Triora, per aver gestito con la moglie, le
due anziane zie, le figlie allora ragazzine, l'albergo "Redentore" (da anni
ormai un rudere) già di proprietà dei banchieri Galleani. L'albergo
frequentato negli anni '60 dall'allora ministro Paolo Emilio Taviani ed
altri big della politica ligure, ma anche da molte famiglie di spicco
dell'imperiese (gli Scajola, i Verda, gli Isnardi, i Carli).

Guido aveva conosciuto e vissuto i periodi d'oro di Monesi turistica e
sciistica. Poi il declino, inesorabile, spaventoso, ma Guido, incrollabile
fede missina, della destra dura e pura, non aveva mai voluto abbandonare il
campo, il suo paese, le sue fasce. Col negozio di alimentari (poi chiuso)
aveva continuato a gestire il bar che era stato avviato dal fratello. Guido
la mente storica di Monesi e degli ultimi abitanti occitani. Guido che
continuava a battersi perché non morissero le ultime speranze. Guido punto
di riferimento. Guido assistito da una moglie eccezionale che come lui non
contava le ore di lavoro, le fatiche, le rinunce. Poi le figlie, la gioia
dei nipotini e nipotine. Quel piano recente di rilancio di Monesi (per ora
in fase iniziale ) che Guido viveva con speranza e sospetto. Troppe volte
era stato deluso. Con Guido abbiamo continuato a tenerci in contatto, a
scambiarci informazioni, opinioni, soprattutto di storia recente e non.
Nessuno potrà mai ringraziarlo abbastanza, pur tra gli inevitabili errori,
per ciò che ha fatto per la sua terra, per la sua gente, perché Piaggia
continuasse a vivere. Guido fulgido esempio di messa in pratica di quei
valori ormai in estinzione.

Ciao Guido, ti ricorderemo e ti ricorderò per quel tuo sapere essere
montanaro vero. Coerente con le idee ed i principi. Nei fatti, nelle
azioni.

Da un montanaro molto meno meritevole di te, un grazie, anche a nome di chi
non può farlo dalle pagine di un blog. Chissà se ci "rivedremo"!